Il temporary manager: le sue funzioni e perché è utile

 

 

Chi è il temporary manager?

Viene così definito un manager che ha sviluppato una esperienza e un’attitudine particolari che indicano il superamento della tradizionale concezione di dirigente. Mostra infatti la capacità e la flessibilità per mettere in discussione se stesso e il proprio lavoro e di praticare una rivoluzione e una innovazione totale nell’impresa, per la sua abilità a vendere know how.

Il temporary manager sa approfondire, con la competenza che possiede, i problemi oggetto dell’intervento e, con rapidità di decisione e autorevolezza, saprà coinvolgere la struttura operativa puntando su nuovi obbiettivi. La sua forte personalità gli permetterà di incentivare il lavoro di gruppo e di far decollare la motivazione individuale degli stretti collaboratori creando forte consapevolezza sulla mission del cambiamento in atto.

Più nel dettaglio, una figura così particolare, piuttosto nuova nel panorama lavorativo del nostro Paese, può essere assai utile alle aziende , tradizionalmente di stampo familiare e artigianali che, pur offrendo prodotti e servizi di elevata qualità, non possiedono gli strumenti per vincere le sfide di un mercato in continua evoluzione e con regole e meccanismi del tutto nuovi o per aziende in crisi o per aziende che rischiano l’espulsione dal mercato per l’incapacità di promuovere il proprio brand.

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Resilienza per il business e per la mente: le ragioni di una scelta

Coloro che sono più intelligenti, secondo il Club mensa che misura il quoziente intellettivo e raccoglie chi al mondo ha espresso i punteggi più alti, al di là della cultura, del grado di istruzione, dell’appartenenza geografica e dell’età, possiede abilità e attitudini comuni. Queste sono, in sintesi, la capacità di risolvere i problemi con strategie diverse e una assai sviluppata intelligenza verbale e logico matematica.

Per avere una mente attiva e produttiva insieme è pertanto importante sviluppare le doti di intelligenza e in particolare sviluppare la flessibilità, che aiuta a vedere le cose da più punti di vista, la fluidità che aiuta ad essere produttivi ed ideativi e l’originalità che permette are collegamenti insoliti fra le informazioni possedute.

Ma queste qualità sono importanti anche nel mondo del business? La fluidità, la resilienza, la creatività aiutano nel mondo del lavoro?

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Il crowdfunding: uno strumento moderno per reperire risorse

 

Con il termine crowdfunding, traducibile nella nostra lingua come processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune, per sostenere gli sforzi di persone o di organizzazioni per un fine condiviso e prestabilito, si può definire una pratica di autofinanziamento che mobilita dal basso persone e risorse, anche importanti.

Si possono creare piattaforme di finanziamento collettivo in forma di siti web che facilitano l’incontro tra la domanda di finanziamento da parte di chi promuove particolari e specifici progetti – sia di tipo generalista, sia su tematiche specializzate – e l’offerta di denaro da parte degli utenti, senza bisogno di intermediari.

Il crowdfunding è un fenomeno nato in Australia e negli Stati Uniti, laddove vengono attivati più modelli di raccolta fondi:

– il modello donation based, che presume una raccolta fondi per iniziative senza scopo di lucro;

– il modello reward based, che prevede, in cambio di una donazione di denaro, una ricompensa non monetaria come la ricezione di un premio o come un ringraziamento pubblico sul sito;

– il modello equity based, che prevede la partecipazione al capitale sociale dell’impresa.

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Le chiavi per un sito internet di successo

Le informazioni sono la condizione primaria per un’azienda che intende porsi sul mercato garantendo fiducia, trasparenza e credibilità ai clienti e ai fornitori, e costituiscono altresì l’elemento essenziale per la gestione delle performances di un’organizzazione.

Internet ha cambiato totalmente il nostro modo di vivere diventando la fonte primaria e irrinunciabile delle nostre informazioni, che vengono acquisite in tempo reale e a ritmo vertiginoso, ne consegue che la presenza sul web di un’azienda diviene uno dei motivi fondamentali per il suo successo. Per acquisire nuova clientela è necessario essere visibili perché i dati di mercato certificano che la maggioranza delle persone, navigando tramite i fondamentali motori di ricerca quali Google, Yahoo o Bing, e solo dopo aver effettuato approfondimenti e comparazioni di prezzo, giunge alla decisione di acquisto.

In Internet si trova di tutto, chiunque può immettere dati, immagini, notizie e pertanto la rete non si distingue per affidabilità e sicurezza; l’azienda che vuole consolidare la sua immagine deve pertanto preoccuparsi di offrire informazioni credibili e strutturate, certificate da requisiti oggettivi verificabili da parte dell’utente. Avere un sito è sicuramente un segno di distinzione e di innovazione, elementi molto apprezzati dai consumatori; le ricerche che si interessano di e-commerce indicano dati strabilianti relativamente alla navigazione on-line. Ogni mese in Italia si collegano oltre 25 milioni di utenti e i navigatori sono in costante crescita.

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La reputazione aziendale, una grande leva per il business

Uno dei rischi imprenditoriali più impattanti per le aziende consolidate ma ancor più per le aziende basate sulla new economy, è l’acquisizione ed ancor più il mantenimento della reputazione, un bene immateriale e di difficile classificazione nell’ambito delle più tradizionali regole di mercato. Il concetto di reputazione aziendale (corporate reputation) è comunque una risorsa strategica che va creata e tutelata perché la sua perdita trascina con sé crisi dell’organizzazione e perdita del profitto. Ma come si costruisce? Chi sono i soggetti che la determinano? La reputazione si lega alle relazioni sociali, ai processi di comunicazione e ai modelli di valutazione e come tale coinvolge sia le persone sia le organizzazioni ma ad avere un ruolo chiave sono i portatori di interesse, i cosiddetti stakeholders.

Ogni azienda, per sua vocazione, vende prodotti o servizi e dunque si espone a giudizi sulla qualità, l’efficienza e l’efficacia della sua attività; pertanto “come, dove, perché” si viene valutati devono sottendere a strategie chiare ed obbligate per l’imprenditore e l’intera organizzazione.

A tale proposito è necessario acquisire consapevolezza sulla cultura del rischio, che sta alla base del necessario impulso innovativo, ma bisogna altrettanto ben conoscere e rispettare le regole del mercato sulle quali si basano appunto la valutazione del prodotto/servizio, la curiosità, la fiducia, la fedeltà del cliente.

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La resilienza per il business: spunti per migliorare l’efficienza aziendale

Per le aziende è fondamentale saper mostrare vitalità e capacità di reazione positiva di fronte ai cambiamenti che impone il mercato e ai diversi bisogni dei consumatori, che richiedono prodotti innovativi e servizi sempre più personalizzati. La capacità di una organizzazione produttiva o del terziario di essere dinamica, competitiva, affidabile e strategica viene definita con il termine di resilienza.

La resilienza, così concepita, va oltre la normale gestione dei rischi perché con essa una organizzazione impara a rimanere forte nei cambiamenti anche nel lungo periodo e a superare le sfide, cogliendone le opportunità con atteggiamento volitivo, rimodellando lo standard di gestione e curando in tale particolare prospettiva la formazione del personale al fine di creare un ambiente collaborativo nel rispetto della efficienza e della vocazione produttiva dell’azienda.

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L’importanza del feedback aziendale per guardare al futuro

Feedback aziendale

Significato Feedback

Se si osserva l’etimologia della parola feedback si constata che questa è composta dal termine feed, alimentare (generalmente utilizzata nel senso di “fornire informazioni”) e back (indietro) e, cioè, ricevere una informazione c.d. di ritorno.

Quindi, il termine feedback è connesso al passato, ad un prodotto che un’azienda ha già venduto, ad un servizio già erogato e su cui la stessa riceve, appunto, una informazione o, più spesso, una valutazione di ritorno. Leggi tutto