Come si crea un business plan

business plan

 

Business plan: definizione

Il business plan è il documento di pianificazione che viene elaborato per supportare  un imprenditore che vuole avviare una nuova impresa o rilanciare  l’attività in essere, al fine di individuare gli obiettivi, la strategia che si vuole adottare, evidenziare le criticità, partecipare a bandi o chiedere risorse a banche o a investitori pubblici o privati.

Come si crea business plan

Il progetto per la predisposizione di un business plan deve focalizzarsi attorno dell’idea imprenditoriale che si vuole realizzare: Il documento deve essere sintetico e deve descrivere tutti i servizi o i prodotti che si intendono erogare o commercializzare.

Per  realizzare un buon business plan è necessario seguire alcune fasi: nel prosegio si cercherà si fornire un affresco.

Fasi da seguire: analisi di mercato

Fulcro di ogni attività d’impresa è la capacità di effettuare una attenta analisi di mercato  nell’attualità e, per quanto possibile, nella sua evoluzione. Questa consiste nella raccolta sistematica, nella conservazione e nella  analisi dei dati relativi alle problematiche connesse  alla richiesta (e al marketing)  dei beni e dei servizi, occupandosi in particolare dei comportamenti e delle motivazioni dei consumatori. È opportuno, quindi, chiedersi se ciò che si vuole offrire può occupare una fetta di mercato ancora appetibile (perchè non ancora satura di offerta) o se l’dea di un nuovo prodotto/servizio avrà poche richieste quindi poca o nulla possibilità di successo.

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ISO business continuity: la garanzia per il futuro

 

BENEFICI DELLO STANDARD ISO 22301

La capacità di gestire gli eventi imprevisti è la qualità che contraddistingue, in una società sempre più globalizzata ed in continuo mutamento, le organizzazioni dinamiche ed evolute da quelle statiche e prive di futuro.

Oggi i clienti apprezzano in particolare:

  • l’affidabilità;
  • la serietà nell’erogare senza discontinuità un prodotto od un servizio;
  • la qualità del prodotto e del servizio erogato;
  • ma soprattutto la capacità di risolvere i problemi che possono emergere.

La ISO inerente la continuità operativa garantisce proprio che di fronte a problematiche o imprevisti, di diversa natura, l’azienda sia preparata a rispondere efficacemente continuando ad offrire il prodotto/barra servizio.

ANALISI DELLE MINACCE E BUSINESS IMPACT ANALYSIS

Affinché il sistema risulti realmente utile per l’azienda e, soprattutto, essa possa ottenere la certificazione  (internazionale) si devono necessariamente seguire alcuni step:

  • effettuare un’analisi accurata delle minacce in rapporto allo specifico contesto aziendale;
  • considerare le caratteristiche delle stesse (esempio: attacco informatico, problemi giuridici o connessi al rispetto della legalità, problemi derivanti dalla supply chain distruption; rottura nella catena logistica, problemi con i  fornitori o nei trasporti, avversità climatiche) e grado di impatto;
  • osservare le specificità della realtà aziendale;
  • valutare le minacce e l’impatto sul business condotto da una determinata realtà aziendale;
  • identificare le soluzioni e minimizzazione delle minacce.

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Privacy e nuovo regolamento europeo: cosa cambia per aziende e professionisti?

 

privacy pc

 

INTRODUZIONE

La valutazione di impatto privacy (la sigla inglese è DPIA: data protection impact assessment), è una procedura attraverso la quale l’azienda può valutare i rischi cui sono sottoposti i trattamenti dei dati al fine di mettere a punto tutte le misure necessarie per attenuare i rischi legati al loro utilizzo.

La valutazione deve essere eseguita prima di ogni trattamento dei dati o, se già esiste una procedura, se variano i rischi cui sono sottoposti i dati all’interno del contesto in cui vengono utilizzati.

Dunque il DPIA si configura come un documento “dinamico”, in continua evoluzione e necessita di riesame, ad intervalli regolari e continuativi.

NOVITÀ INTRODOTTE DAL REGOLAMENTO EUROPEO GDPR

Il Regolamento europeo 679 del 2016 (GDPR), è stato approvato dalla U.E. due anni fa. La sua efficacia è stata spostata al 25 maggio 2018, così da consentire agli interessati (pubbliche amministrazioni, imprese, cittadini), di potersi adeguare. Per coordinare il regolamento e la normativa nazionale, la legge di delegazione europea (legge 163/2017), ha affidato ai Governi dei Paesi Membri una delega di sei mesi che scadrà il 21 maggio; è in fase di approvazione un decreto legislativo ad hoc.

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L’economia del sonno e l’importanza del riposo per apprendere

 

SONNO ED ECONOMIA: QUALE NESSO?

L’economia globale del sonno vale circa 50 miliardi di dollari l’anno. È un impressionante giro d’affari che riguarda l’acquisto di materassi, medicinali, accessori e dispositivi vari che aiutano a riposare meglio. Entro il 2022 si ritiene che la cifra salga a 80 miliardi e ciò è indicativo del fatto che nel mondo si dorme poco e male. Solo nel nostro Paese – come evidenzia una ricerca Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi da panico) – sette italiani su 10 lamentano disturbi del sonno, anche pesanti; chi ha problemi ad addormentarsi, chi si sveglia più volte  durante la notte, altri  si svegliano prestissimo la mattina, molto prima del dovuto.

E allora le imprese tecnologiche hanno fiutato l’affare, tanto che sono stati introdotti nel mercato prodotti svariati che incuriosiscono: robot morbidi da portarsi a letto, dispositivi da indossare al dito o in testa, maschere per sognare, pigiami i tech, dispositivi per aromaterapia e musiche soporifere che escono da una fascia da porsi sul capo o coperte elettriche che si possono comandare col telecomando.

CARENZA DI RIPOSO E RIPERCUSSIONI SU LAVORO E STUDIO

Ma perché tutto questo interesse per il sonno?

I disturbi del sonno indicano chiaramente che a livello emotivo esiste una situazione di allarme, di stress psicofisico che si ripercuote sulla salute in generale ma che può portare a svariate patologie, anche molto gravi.

Alcune tecniche possono migliorare la situazione generale degli insonni quali, ad esempio:

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ISO ambientale: perché rappresenta un valore aggiunto

 

INTRODUZIONE

L’attenzione alle tematiche ambientali, oltre a esprimere valori etici di grande respiro per l’attualità e per il futuro del pianeta, consente numerosi vantaggi per le aziende, sia a livello gestionale interno sia a livello di immagine e consenso esterni.

Il processo di conformità e ottimizzazione delle attività aziendali viene attestato attraverso la certificazione ambientale EN UNI ISO 14001; si tratta di una norma internazionale recepita dall’Italia che pone per la prima volta l’accento sull’ analisi del ciclo di vita (Lifecycle Thinking), prendendo cioè in considerazione un prodotto o un processo nell’arco di vita, considerandone le conseguenze di carattere economico, sociale e prettamente ambientale.

COSA PREVEDE LA NORMA

La norma, oltre ad avere il pregio di essere facilmente integrabile con altri sistemi di gestione (ISO 9001 sulla qualità; BS OHSAS 18001 sulla salute e sicurezza sul lavoro, ISO 50001 sull’energia), è TOTALMENTE recepita  nell’allegato II del reg. 122/09 (EMAS III).

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Contributi per l’adozione di sistemi di gestione aziendali

 

La Camera di Commercio di Ravenna promuove, mediante la concessione di contributi, l’adozione da parte delle imprese della provincia di Ravenna, di sistemi di gestione ambientale, di responsabilità sociale o di certificazione di prodotto, secondo uno o più dei seguenti schemi certificativi:

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Le qualità di una risorsa umana “di valore”

La mappa mentale illustra alcune delle qualità che dovrebbe possedere una risorsa umana “di valore” affinché l’azienda ne possa trarre molti benefici.

Naturalmente, il curriculum e le competenze sono sottintese e perciò non sono state considerate.

 

La mind map è disponibile anche in PDF.