I ritmi circadiani (circa diem) e il loro apporto nei processi di apprendimento

IL PREMIO NOBEL PER LA MEDICINA 2017 È STATO ASSEGNATO AI RICERCATORI AMERICANI JEFFREY HALL, MICHAEL ROSBASH E MICHAEL W.YOUNG

 

L’uomo possiede meccanismi perfetti che ne regolano l’alimentazione, il sonno, il metabolismo, la temperatura corporea, il rilascio degli ormoni ma ancora gran parte di essi risultano sconosciuti, specie per quanto riguarda le connessioni e le interferenze con l’ambiente.

Quest’anno il Premio Nobel per la Medicina è stato assegnato ai ricercatori americani Jeffrey Hall, Michael Rosbash e Michael W.Young  i quali hanno dimostrato  che noi possediamo un orologio interno che regola, appunto, questi ritmi, definiti circadiani, rivelando un’altra stupefacente legge biologica, che unisce la specie umana alle altre specie viventi del pianeta, piante ed animali Un elemento di particolare interesse, individuato dagli stessi ricercatori che conducono le loro indagini dal 1980, è che i ritmi circadiani seguono la rotazione della Terra adattando e sincronizzando con esso la propria scansione vitale.

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Multitasking: croce o delizia? La drammatica incidenza sull’apprendimento

 

La società frenetica in cui oggi viviamo ci costringe a gestire in modo flessibile e simultaneo più attività sia nell’ambito professionale che in quello privato.

La capacità di organizzarsi in tale complessità, anche e soprattutto per merito delle nuove tecnologie informatiche, viene apprezzata e considerata un grande vantaggio perché si ritiene che consenta alle persone di orientarsi in una realtà accelerata ed altamente competitiva, ma compiere più azioni contemporaneamente non comporta un aumento dello stress e il rischio di approcciarsi in modo superficiale agli argomenti che si devono affrontare?

Inoltre, ci si domanda, come incide il multitasking sull’apprendimento di nozioni e sullo studio?

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L’importanza della creatività per intraprendere nuovi percorsi di conoscenza

Creatività

La creatività è abilità spesso sottovalutata in quanto si ritiene di prevalente importanza il pensiero c.d. logico o convergente.

Di converso, le ricerche mostrano sempre più che il pensiero c.d. divergente o creativo è fondamentale per intraprendere nuovi percorsi di conoscenza e sviluppare idee e capacità.

Secondo un recentissimo studio condotto presso l’Università degli studi di Padova, “le persone molto creative hanno una più elevata connettività cerebrale tra emisfero destro ed emisfero sinistro. Questo, una volta ancora, ridimensiona la teoria secondo cui il cervello avrebbe una parte dominante, con un emisfero sinistro deputato al pensiero logico-razionale e un emisfero destro a quello creativo” 1. Continue reading

Il potere (inutilizzato) della lettura

LetturaLe statistiche recenti sono piuttosto sconfortanti, o meglio, disastrose.

Nel 2016 sono circa 33 milioni gli italiani con più di 6 anni che non hanno letto nemmeno un libro di carta in un anno, cioè il 57,6% della popolazione, la stessa quota che era stata toccata nel 2000.

Il 9,1% delle famiglie, rilevano ancora i dati ISTAT pubblicati ad aprile scorso, non ha alcun libro in casa, il 64,4% ne ha al massimo 100.

La situazione non è confortante neanche tra bambini e ragazzi.

Tra i bambini, l’aumento dei non lettori di libri è stato più forte tra i 6-10 anni (+9,3%), tra gli 11-14 anni (+13,9%.) e tra i 15-17 anni (+ 11,7).

Spesso non leggono coloro che hanno un basso livello di istruzione: sono non lettori il 77,1% tra quelli che possiedono al massimo la licenza media, mentre tra i laureati la percentuale scende al 25%.

Di fronte a questi dati verrebbe da chiedersi: perché gli Italiani dovrebbero invertire la tendenza e iniziare (o incrementare) la lettura?

Si potrebbe rispondere con una verità tanto profonda quanto banale: leggere è un piacere senza eguali. Continue reading