L’esame orale

Presentiamo una mind map, a cura di Elisabetta Galli e Matteo Salvo, sulle strategie da porre in essere per affrontare al meglio l’esame orale. Naturalmente, nel volume “Professione: studente 30 e lode. Il metodo per affrontare l’università con successo” il tema è affrontato dettagliatamente.

 

 

La mind map è disponibile qui in formato PDF.

Come gestire l’emotività e la tensione

Per i lettori del libro “Professione: Studente 30 e Lode” diamo la possibilità di scaricare una traccia audio preparata da Matteo Salvo per imparare a gestire l’emotività durante l’esame.
La voce accompagna lo studente in un percorso per rilassare mente e corpo e arrivare ad uno stato di maggior sicurezza personale.
Una volta acquisito il metodo non sarà più necessario ascoltarlo ma basterà semplicemente visualizzare tutti i punti per mantenere la concentrazione. È importante evitare di ascoltarlo mentre si è alla guida.

Come si sviluppa il linguaggio specifico?

Per una parola un uomo viene spesso giudicato saggio,
e per una parola viene spesso giudicato stupido.
Dunque dobbiamo stare molto attenti a quello che diciamo.
Confucio, filosofo cinese

 

ADDENDA ALLE PARTI SETTIMA E OTTAVA

Si è detto sia nella parte relativa all’esame, sia nella parte relativa alla tesi di laurea che per ottenere risultati soddisfacenti, lo studente strategico dovrà sviluppare il linguaggio specifico, cioè quello proprio della determinata materia o disciplina che sta studiando.

L’abilità di possedere un buon linguaggio tecnico è spesso sottovalutata, poiché lo studente talvolta privilegia altri aspetti dello studio: padroneggiare i contenuti, conoscere tutti o il maggior numero degli argomenti indicati dal docente, prevedere le domande più ricorrenti e concentrare lo studio sui relativi temi. Tuttavia, si è detto più volte nel libro, come una eccellente esposizione conduca a “fare la differenza” durante l’esame (sia esso orale o scritto: stesura di un elaborato) ed anche durante la discussione della tesi di laurea. Così, come è fondamentale curare a livello quasi maniacale gli  aspetti sintattici e comunicativi (la corretta coniugazione dei verbi, la fluidità dell’esposizione, il tono della voce, la gestualità e la postura), parimenti deve essere posta una particolare attenzione nell’utilizzo del linguaggio specifico.

Lo studente universitario si trova, infatti, in un contesto specialistico ove il docente (o la commissione di laurea) si aspetta una perfetta padronanza dei contenuti, che cioè costui conosca la materia e l’argomento richiesto, e ciò passa anche attraverso una efficace e rigorosa esposizione.

Quindi, può essere utile domandarsi: come si sviluppa la padronanza del linguaggio specifico proprio di una determinata disciplina (ad es. della cardiologia, del diritto civile, dell’ingegneria meccanica)?

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Se lo studente è fuoricorso non disperi, ma utilizzi metodo e strategia

Non giudicatemi per i miei successi
ma per tutte quelle volte che sono caduto e sono riuscito a rialzarmi.
Nelson Mandela, Presidente del Sudafrica dal 1994 al 1999

ADDENDA ALLA PARTE SETTIMA

Purtroppo, non è raro che molti studenti vadano “fuori corso”.

Le ragioni di ciò possono essere diverse: complessità degli studi, problemi personali, difficoltà nel mantenere il ritmo, esami non superati che hanno condotto ad un blocco nel percorso di studio.

L’andare fuori corso è spesso, per lo studente, fonte di demotivazione e, per le famiglie, motivo di disagio in quanto ciò impone il pagamento di tasse (anche elevate) ulteriori.

Allo studente che si trovi in una situazione di tal genere devono giungere due messaggi chiari: è bene evitare la demotivazione, processo che potrebbe condurlo anche ad abbandonare l’Università, ed al contempo è fondamentale che egli non si faccia prendere dal panico di voler recuperare in fretta.

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Quali testi scegliere?

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria!
Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele,
quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito…
perché la lettura è una immortalità all’indietro.
Umberto Eco, semiologo e accademico

ADDENDA ALLA PARTE QUARTA

 

Nella parte relativa allo studio a casa, si è suggerito allo studente strategico di porre in essere un’attenta pianificazione del materiale di studio (libri, parti di testi, articoli…) da preparare per uno specifico esame.

Tuttavia, è bene considerare che molto spesso il docente lascia allo studente la possibilità di scegliere il testo su cui preparare l’esame indicando diverse opzioni alternative.

Come scegliere allora il testo più idoneo tra i diversi consigliati?

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Il multitasking è dannoso, lo studente deve sviluppare la capacità di concentrazione

         Una delle più gravi cause del fallimento è la mancanza di concentrazione.
Bruce Lee, regista

ADDENDA ALLE PARTE TERZA

 

A ritmi cadenzati giunge in Italia un termine anglosassone nuovo che viene assunto con straordinario entusiasmo dalle discipline che si occupano di teorie nell’ambito della psicologia del lavoro.

Una parola ancora piuttosto recente, che ha inflazionato libri e riviste del settore, è “multitasking”, che definisce uno stile di vita multifunzionale e, nell’immediato, più produttivo ed economico ma che, dopo diverse attente sperimentazioni, si è rivelato una grande illusione e addirittura comportamento foriero di ricadute negative sulla salute psicofisica di studenti e lavoratori che lo hanno adottato per migliorare la produttività.

Così come parlare al telefono e guidare sono attività in conflitto, come hanno rilevato approfondite ricerche sulle cause degli incidenti stradali, parimenti sovraccaricare, anche se in modo controllato, il nostro cervello, abbassa l’attenzione e la memoria, specie quella molto importante del lungo periodo che fa trattenere e sedimentare le informazioni.

Ma come sopravvivere a quella che non è una scelta personale ma una necessità imposta dall’attuale stile di vita, frenetico e pieno di interferenze?

Anzitutto non dobbiamo farci travolgere da mail, sms, social network, almeno quando si lavora o si studia.  Un buon metodo potrebbe essere spegnere le notifiche o addirittura disattivare il cellulare perché l’alternarsi di seguire una attività che richiede concentrazione e il controllo del materiale digitale provoca negatività alle performances cognitive.

Il consiglio per lo studente strategico, già enunciato e motivato nel libro in specie nella parte terza, è cercare il più possibile di aumentare la capacità di concentrazione. Come si è detto, tale attitudine si esercita innanzitutto creando le condizioni fertili: ad esempio, sia a lezione sia durante le sessioni di studio a casa è necessario spegnere il cellulare ed i dispositivi elettronici che possono essere fonti di disturbo. Non è, ovviamente, sufficiente porre il cellulare in modalità silenziosa ma è consigliabile tenerlo sulla scrivania: le notifiche e/o l’illuminarsi dello schermo saranno una sorgente di distrazione e la persona, in molte occasioni, non resisterà alla tentazione di leggere il messaggio.

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Il valore pedagogico degli errori

Gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli:
per esempio, la torre di Pisa.
Gianni Rodari, pedagogista e scrittore

 

ADDENDA ALLE PARTI PRIMA E SETTIMA 

 

La paura di sbagliare è fonte di malessere. Lo sa bene lo studente, magari dopo aver fallito nel superamento di un esame con la prospettiva di doverlo ripetere e di sbagliare nuovamente. Ci sono studenti che per la paura del fallimento hanno abbandonato l’Università, anche in prossimità della laurea.

La paura di sbagliare porta a nervosismo, angoscia, spesso a vere e proprie fobie, porta all’immobilità bloccando il naturale desiderio di evolvere e raggiungere obiettivi di crescita sempre nuovi.

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