Giovani e professioni del futuro

 

PREMESSA

Recentemente, a motivo dei primi dati positivi sulla ripresa dell’economia del nostro Paese dopo i lunghi anni della profonda crisi, si sono moltiplicati gli appelli affinché gli studenti affrontino gli studi tecnici per essere ammessi immediatamente nel mondo del lavoro. La scelta di fermarsi al diploma tecnico rischia però di non essere una scelta oculata, né per i giovani né per gli stessi imprenditori. Questi ultimi infatti dovrebbero chiedersi se intendono sedimentare un modello che è destinato a divenire obsoleto in breve tempo data la velocità dei mutamenti che caratterizza il nostro tempo, o se al contrario intendono emanciparsi, tramite la tecnologia, con i mercati emergenti e investire su manodopera sempre più qualificata, e dunque formata a un livello universitario che si nutre di ricerca, come peraltro fanno le più avanzate aziende europee ed internazionali.

Puntare sulla sola formazione tecnica acquisita con diploma superiore è dunque riduttivo, bisognerebbe al contrario puntare alla creazione di un sistema universitario che oltre alle competenze di settore offra un serio ed articolato percorso professionalizzante.

IL FORUM DI DAVOS

Nel prossimo futuro, come si è ampiamente sottolineato nel recente Forum di Davos, dove si sono riuniti i grandi della Terra, l’elemento che farà la differenza e che consentirà alle aziende di stare sul mercato sarà la capacità di creare nuovi oggetti, tecnologie sempre più avanzate, di produrre idee innovative.

In sintesi è solo educando il proprio talento attraverso uno studio continuo e multidisciplinare sarà possibile per i giovani garantirsi un lavoro.

INDICAZIONI DEL WORLD ECONOMIC FORUM

Secondo l’ultimo studio del WORLD ECONOMIC FORUM,  il 65% degli studenti che attualmente frequentano la scuola dell’obbligo, una volta laureati svolgeranno professioni attualmente non presenti nel mercato del lavoro poiché esso si sta trasformando ad una velocità vertiginosa. Parimenti cresce l’incertezza dei giovani rispetto al loro futuro di studio e professionale, tanto che molti di essi scelgono la facoltà solo dopo aver superato l’esame di maturità ma ciò nonostante oltre il 50% degli studenti iscritti come matricole ai corsi universitari abbandona gli studi dopo il primo anno.  Dati impressionanti, che devono convincere gli organismi deputati a svolgere attività di orientamento a studiare percorsi e strategie efficaci.

In Italia le materie scientifiche, diversamente dal resto d’Europa, restano appannaggio dei maschi anche se vi è stato un notevole progresso rispetto ad alcuni decenni fa.

Attualmente il solo corso di studi scientifici in cui le ragazze superano i maschi è Scienze Naturali (60%) ; il dato si riduce enormemente per gli altri corsi, quali ad esempio:

  • ingegneria : 31%
  • informatica:21%
  • fisica
  • matematica

Tutto ciò è legato a stereotipi di genere tipici del nostro Paese , ma questo oltre ad avere ripercussioni di carattere culturale, ha pesanti ricadute  di tipo lavorativo perché è stabilito che le professioni legate alle discipline scientifiche offrono migliori chance di assunzione e stipendi più elevati.

L’ultima ricerca del Consorzio Interuniversitario ALMALAUREA, pubblicata nel 2017, rivela un lieve miglioramento del tasso di occupazione dei laureati; nella classifica dei tipi di laurea di tre anni che garantiscono più facilmente lavoro si trovano al primo posto gli indirizzi scientifici, ovvero fisica e matematica, seguono Ingegneria e i corsi medico-sanitari; per quanto attiene invece le lauree magistrali i più occupati sono i medici seguiti dagli ingegneri e dai laureati in discipline economiche.

A fine dicembre 2017 l’allora Ministro all’Istruzione, all’Università e alla Ricerca, Valeria Fedeli, ha firmato un decreto  che assegna un interessante pacchetto di risorse al Fondo per il sostegno dei giovani e per l’orientamento previsto dalla Legge 170 del 2003 affinchè gli Atenei statali e non statali legalmente riconosciuti attivino percorsi di incentivazione allo studio universitario. Di particolare interesse sono da segnalare gli incentivi per favorire l’iscrizione delle studentesse ai corsi di laurea di ambito scientifico, quali ad esempio l’esonero parziale o totale delle tasse, l’erogazione di contributi aggiuntivi o particolare forme di sostegno allo studio. Le stesse Università saranno ricompensate, a fronte di dati significati di aumento di iscrizione da parte delle studentesse, di contributi straordinari, sino  al 20% in più rispetto alla quota ordinaria.

Nello stesso decreto sono previsti finanziamenti corposi, a dimostrare che molto deve essere ancora fatto per la gestione ottimale dei flussi degli studenti delle superiori all’Università: vanno segnalati, perché di particolare interesse, il finanziamento di progetti presentati da reti di Università in collaborazione con gli istituti superiori che riguardino azioni di orientamento in ingresso all’università, azione di formazione dei tutor, sviluppo di laboratori per il riconoscimento delle abilità, e lo sviluppo delle vocazioni delle studentesse e degli studenti. Sono anche previste risorse per incentivare percorsi di incontro e continuità fra docenti delle scuole secondarie  e docenti universitari per la formazione e l’orientamento; attività per l’autovalutazione e la valutazione di base degli studenti e sviluppo di azioni   di monitoraggio del tutorato. Addirittura sono previsti fondi per l’erogazione di assegni agli studenti-tutor che aiuteranno le matricole ad orientarsi nel loro percorso di studi.

QUALI LE CHIAVI VINCENTI?

Al di là dei dati, emerge una costante. Le aziende valorizzano sempre più le c.d. soft skill e cioè le competenze trasversali quali la perseveranza, l’affidabilità, la capacità di problem solving, la conoscenza delle lingue e le abilità informatiche.

Sempre più per scegliere il candidato ideale le aziende utilizzano strumenti, quali la consulenza grafologica o test di tipo psico-attitudinale, per indagarne caratteristiche caratteriali.

Quindi, il consiglio è di seguire le proprie passioni, scegliendo un percorso che risulti stimolante e di studiare con impegno e abnegazione: la costanza sarà premiata.