Author Archives: Elisabetta Galli

Lettura…per crescere: Pietro Trabucchi “Opus”

 

Vi suggeriamo la lettura di questo interessante volume dello psicologo Pietro Trabucchi, “Opus”. Troverete molti spunti, corredati da supporti scientifici, sulla motivazione e sull’automotivazione, utili da applicare sia nella vita personale sia nelle organizzazioni.

Come dice acutamente Trabucchi: “La perseveranza separa i vincitori dai perdenti sia nello sport sia nella vita”.

Abbiamo realizzato la mappa mentale del libro che potete scaricare qui in formato PDF.

Per una ripresa da numeri uno

In previsione della ripresa lavorativa, potrebbe essere utile la lettura del libro, a carattere divulgativo, di Mark Divine “Come essere il n. 1“, edito da Tea. L’Autore è un veterano dei Navy SEALs e ha addestrato migliaia di soldati in questo corpo d’élite. Pur non condividendone integralmente il contenuto, il volume può offrire validi spunti in quanto spiega gli strumenti psicologici adottati dai militari più addestrati per realizzare gli obbiettivi; tecniche che, sostiene l’Autore, sono applicabili anche a professionisti e ad ogni persona in genere. E’, infatti, fondamentale allenare la mente per acquisire forza di volontà, potenziare la resilienza emotiva e sviluppare l’attenzione.

Abbiamo realizzato la mappa mentale del volume che potete scaricare qui in formato PDF.

LIKE E PRIVACY

L’USO IMPROPRIO DEI  LIKE

La sistematica raccolta dei dati personali, spesso sensibili, che illegittimamente o con superficiali richieste di autorizzazione viene effettuata attraverso i banner o la visita di siti  o ancor di più attraverso le tracce digitali che vengono lasciate dai  navigatori in internet, non viene utilizzata solo a fini pubblicitari o di promozione di prodotti, c’è dell’altro e può essere molto grave e pericoloso.

Le ricerche che si moltiplicano per identificare i profili degli utenti attraverso i loro like dimostrano in modo scientifico che un buon analista informatico riesce a identificare le caratteristiche del visitatore di siti dopo solo 68 “mi piace”: genere, età, dipendenze, orientamento sessuale e religioso, opinioni politiche, comportamenti abituali, riflessioni su temi di attualità non hanno più segreti.

Sfruttando i BigData l’analista viene a conoscere l’utente meglio e di più di un amico  o di un familiare.

Ciò vale in particolare per Facebook e per Instagram che raccolgono nel mondo miliardi di utenti che in essi postano immagini, video, pensieri, commenti divenendo enormi aggregatori di informazioni singole e del gruppo di “amici”. Questi social possono raccontare con facilità chi siamo e cosa pensiamo e cosa desideriamo.

Una potenzialità esplosiva, che fa gola anzitutto alla politica, ambito strettamente collegato al potere ideologico ed economico. Sfruttando i dati si possono moltiplicare i followers e interagire direttamente ed in tempo reale con gli utenti.Risultati immagini per like

Un’importante ricerca condotta dall’Università Ca’ Foscari di Venezia ha delineato il profilo comportamentale di coloro che utilizzano i social network e alcuni dei politici attualmente più accreditati sanno perfettamente come sfruttare tali atteggiamenti per aumentare la loro popolarità e con essa la platea degli elettori.

La strategia si basa sul fatto che  vincono sempre gli argomenti polarizzati, quelli che dividono in modo quasi manicheo le opinioni. Le persone infatti, una volta adottata un’opinione tendono a non cambiarla, neanche davanti all’evidenza ed anzi il gruppo che si riconosce  attorno ad un’opinione radicalizzata fa da cassa di risonanza aggregando sempre nuovi amici in questa sorta di “stanza digitale”.

E’ ormai d’uso, in politica e nel campo dei consumi, acquistare dati sulla base del target  e dell’utilizzo che se ne vuol fare  ed è facile comporre raggruppamenti mirati di dati relativi a potenziali elettori che si vogliono raggiungere ed attrarre.

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SONNO E MEMORIA: LA FISSAZIONE DEI RICORDI ED IL LAVORO NOTTURNO

SONNO E MEMORIA

L’idea che il sonno svolga un ruolo importante nell’efficienza mnemonica compare da tempo nella storia della psicologia del lavoro. La letteratura scientifica riporta costantemente, a proposito della perdita di memoria, che chi soffre d’insonnia mostra prestazioni inferiori rispetto a chi riposa a lungo e profondamente.  Uno dei padri fondatori della neurologia, Hermann Ebbinghaus, dopo numerose ed approfondite ricerche, scoprì che esiste una evoluzione temporale dei ricordi che segue uno schema preciso: i ricordi svaniscono dapprima velocemente poi sempre più lentamente.

Sperimentando tale fenomeno su studenti e su se stesso, venne a scoprire che un fattore determinante era costituito dai ritmi del sonno.

Quarant’anni dopo la pubblicazione dei risultati di Ebbinghaus altri due ricercatori, John Jenkins e Karl Dallenbach della Cornell University, hanno ripreso l’idea  del sonno come fattore rilevante nella conservazione dei ricordi. Una serie di ricerche molto approfondite ha portato a dedurre che,  indipendentemente del tempo trascorso fra apprendimento e test di verifica, i risultati erano molto migliori dopo un buon sonno, dunque il sonno favorisce la fissazione dei ricordi.

La tesi dei due scienziati è stata replicata in numerose altre ricerche e in contesti diversi, riscontrando altre diversificazioni (in particolare fra memoria dichiarativa, quella relativa al “sapere” – ad esempio all’apprendimento di una lista di parole – e fra quella procedurale, o del  “saper fare” come ad esempio nuotare o imparare ad andare in bicicletta) ma comunque confermano il ruolo di “fissatore” del sonno, anche se non dalle stesse fasi che il sonno attraversa.

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LA DELEGA IN AZIENDA: UNO STRUMENTO FONDAMENTALE

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Il manager o il professionista impegnato in una organizzazione aziendale mostra di frequente una  non totale fiducia sulle abilità  dei collaboratori ad assumersi parte delle sue responsabilità e delle sue competenze, trascurando così la grande opportunità per sé e per l’organizzazione di utilizzare l’importante istituto della delega. Tale atteggiamento  se da una parte consente una più efficiente attività di controllo, dall’altra impoverisce le potenzialità dell’azienda impedendo al personale di crescere e di contribuire di conseguenza con più slancio ad emancipare il sistema. Per creare un ambiente di lavoro che si basi sulla fiducia, la cooperazione, l’adesione partecipata alla mission e alle strategie aziendali, è fondamentale creare un team affidabile e preparato di collaboratori, ma ciò non può realizzarsi se il management non è in grado di delegare, intendendo con tale  opzione la consapevole condivisione di obiettivi, progetti ed attività per dare possibilità di crescita al personale  in termini di competenze e di produzione di nuove idee.

La delega costituisce un fondamentale motore di motivazione e sviluppo, ma le scelte in questo campo sono assai delicate e possono creare gravi problematicità se il manager non è in grado di identificare  con oculatezza la persona e i contenuti oggetto della delega stessa. A tal fine è opportuno acquisire tecniche e adottare un approccio innovativo  nelle strategie, il che è possibile frequentando specifici corsi di formazione, sperimentando  simulazioni, creando rete con aziende che hanno già adottato con successo sistemi avanzati di gestione del personale.

Riuscire a delegare crea importanti economie di tempo-lavoro per il management, il che significa che:

  • si può dedicare più tempo, ovvero la cosa più preziosa per manager impegnati ad alto livello, alle attività che creano maggior valore all’azienda;
  • si potranno individuare le priorità e più facilmente perseguirle, lasciando ad altri i compiti di minor rilievo;
  • altre persone potranno mettersi alla prova ed entrare nel team allargando così la funzione di progettazione e controllo.

Una prima considerazione importante sul tema della delega riguarda il livello di tale operazione; se la delega è troppo bassa le persone saranno chiamate a svolgere sempre le stesse attività e ciò comporterà nel tempo fenomeni di stagnazione, passività, demotivazione. Se, al contrario la delega è troppo alta tra le persone si svilupperanno fenomeni di errore eccessivo, ansia diffusa e insicurezza con il conseguente rischio di bruciare le proprie potenzialità.

La delega è pertanto una risorsa da incentivare, ma per giungere a praticarla servono rigorosi passaggi logici, per:

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COME DELEGARE PER MIGLIORARE L’EFFICIENZA AZIENDALE?

 

SAPER DELEGARE significa moltiplicare l’efficienza aziendale

È noto che i manager tendono a non fidarsi e che pertanto concentrano nelle proprie competenze tutti i compiti di maggiore responsabilità. Tale atteggiamento, se da una parte consente una più efficiente attività di controllo, dall’altra impoverisce le potenzialità dell’azienda in termini di efficienza specie nel lungo periodo. Per creare un ambiente di lavoro che si basi su fiducia, cooperazione, adesione partecipata alla mission e alle strategie aziendali, è fondamentale creare un team affidabile di collaboratori. Ciò implica essenzialmente la capacità del management di adottare l’istituto della delega, intendendo con esso la consapevole condivisione di obiettivi, progetti ed attività per dare possibilità di crescita ai collaboratori in termini di competenze e di produzione di nuove idee.

Contenuti

La delega come risorsa da incentivare, ma come farlo?

Partendo dalla convinzione che la delega costituisce un fondamentale motore di motivazione e sviluppo, si intendono individuare, sperimentare e valutare  alcune casistiche di delega, simulando le seguenti situazioni:

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L’IMPORTANZA DEL MARKETING PER LE AZIENDE: TRA ESPANSIONE E PRIVACY

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Oggi si parla molto di obiettivi e di motivazioni dimenticando forse che il valore precipuo da considerare è l’insieme dei bisogni dell’individuo poiché essi costituiscono il fattore chiave per pianificare e progettare il rapporto con l’ambiente di riferimento.

Lo psicologo Gregg Henriques identifica quale bisogno primario l’esigenza dell’individuo ad essere conosciuto e considerato dalle persone per lui  importanti e per poter nutrire la propria  autostima.

Questo meccanismo spiega l’importanza  del marketing  e del brand quale veicolo molto efficace della comunicazione per l’azienda o per il professionista. Il processo di acquisto dei consumatori sta rapidamente cambiando ed il successo di un’azienda nel lungo si misura proprio nella capacità di leggere e aggiornare il trend delle aspettative dei clienti acquisiti e di quelli che si spera di conquistare.

Dati tali elementi e appurata che una data cultura aziendale, magari di origine storiche e prestigiose ma non dominata da un serio orientamento  al prodotto/processo, tutte le prove indicano che la Funzione marketing contribuisce sostanzialmente al raggiungimento degli obiettivi aziendali. In questa visione il marketing svolgerà il suo ruolo principale nell’individuare e comunicare le differenti “proposte di valore” (Value Propositions), espresse in termini benefici attesi dai diversi segmenti di clientela, in modo da responsabilizzare tutti i membri dell’organizzazione aziendale intorno al loro contributo nella creazione di tale valore.

Una gestione di marketing efficace permette di anticipare i mutamenti del futuro, per potersi adeguare ai cambiamenti ed affrontarli con tempestività. Il marketing integra e coordina tutte le funzioni aziendali che supportano la commercializzazione di un prodotto o di un servizio proprio perché è in grado di integrare l’analisi della situazione con le scelte e gli interventi propri di una strategia mirata.

Operativamente il marketing in azienda si occupa di:

  • analisi e ricerca: raccogliendo scientificamente i dati e le informazioni relativi ai vari segmenti di mercato;
  • pianificazione: redige cioè un piano di marketing ove incrocia le esigenze di mercato con i punti di forza e di debolezza dell’azienda;
  • organizzazione: vengono coordinate tutte le fasi del processo di ideazione, realizzazione, produzione, distribuzione e vendita di un prodotto;
  • realizzazione dell’offerta commerciale: gestisce le politiche di prodotto e servizio, di distribuzione, di prezzo, di comunicazione;
  • controllo:il marketing verifica gli scostamenti da quanto pianificato e propone le eventuali correzioni per raggiungere gli obiettivi dati.

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Lettura per l’estate – Pietro Trabucchi, “Perseverare è umano”

 

Vi consigliamo la lettura di questo interessante volume dello psicologo Pietro Trabucchi, “Perseverare è umano. Come aumentare la motivazione e la resilienza negli individui e nelle organizzazioni. La lezione dello sport”. Partendo dall’ambito sportivo, l’Autore riflette sul concetto di impegno offrendo consigli molto utili sia per gli individui sia per le organizzazioni, ad esempio per le aziende.

Abbiamo realizzato la mappa mentale del volume che potete scaricare qui in formato PDF.