I RISCHI IN CORSIA: LE NORME ISO NEL SETTORE SANITARIO

DATI PREOCCUPANTI

Dagli ultimi dati elaborati da Ivas – Bollettino statistico, in relazione ai rischi da responsabilità civile sanitaria in Italia – emerge un aumento  nel 2017 rispetto all’anno precedente del 21% di contenziosi ed un ammontare di risarcimenti nel biennio 2015/2017 di 1 miliardo 800 mila euro. Tali dati preoccupanti indicano che solo una organizzazione sanitaria diligente può limitare i rischi da eventuali cattive pratiche (o malpractise) e le conseguenze penali e civili per la struttura e per il singolo sanitario.

Inoltre, il rispetto dei requisiti e dei processi indicati dalle norme del risk assessment  assume un grande valore nell’ambito della strategia difensiva nei casi eventuali di contenziosi in materia di responsabilità sanitaria.

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COME CAMBIA LA PUBBLICITA’ SU INTERNET: UNA RIFLESSIONE SUI COOKIES

I cookies (piccoli files di testo che vengono salvati sul tuo computer o mobile)  permettono a un sito web o a un server di identificare un determinato broswer (da to browse che significa navigare), di conoscere cioè le applicazioni con le quali visualizziamo le pagine web, quali Chrome, Safari, Firefox, Edge.

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Manuale di Sopravvivenza per Vivere in Smart Working

Il modo in cui viviamo l’ambiente di lavoro dipende enormemente dal nostro atteggiamento mentale e tale assunto ci fa riflettere in merito alla grande incentivazione dello smart workng che prima dell’avvento del decreto legge n.183 del 31 dicembre 2020 costituiva una rarità nel panorama lavorativo del nostro Paese.

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SMARTPHONE VIETATO PER LEGGE AI BAMBINI? IL CASO TIK TOK

È notizia di questi giorni che una bimba di Palermo è stata trovata impiccata con il cellulare ancora aperto sul sito Tik Tok che fa girare un tragico gioco di sfide estreme.

Ed esiste il sospetto agghiacciante che anche un altro bimbo, di soli 9 anni, trovato impiccato nella sua cameretta a pochi giorni dalla morte di Antonella, potrebbe essere finito nella stessa trappola della piattaforma di Tik Tok.

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LA REPUTAZIONE VERDE PER IL SUCCESSO DELL’AZIENDA

Grazie alla tecnologia, sempre più veloce ed avanzata, si sono aperti negli ultimi anni inediti scenari e nuove opportunità di profitto per il sistema produttivo.
La selezione fra aziende tradizionali ed aziende aperte al digitale è fortissima, addirittura brutale e dunque per garantirsi la sopravvivenza bisogna crederci, accettare la sfida facendo uscire competenze ma anche carattere e temperamento.

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Un tesoretto per la formazione continua

Quasi 700 milioni, tra residuo 2019 e nuovi stanziamenti, sono stati messi a disposizione per la formazione continua, con l’obiettivo di rinforzare il capitale umano delle imprese dopo l’emergenza provocata dalla pandemia da coronavirus.

Tali fondi  sono ripartiti in due tranche, l’una da stanziare tramite avvisi e l’altra in conto formazione/conto individuale/e conto di gruppo.

A tali risorse possono accedere, nel 2020, le imprese aderenti a cinque fra i più grandi fondi  interprofessionali istituiti con la legge 388/2000 sulla base di accordi interconfederali stipulati con le organizzazioni sindacali di datori di lavoro e lavoratori.

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L’importanza di chiedere scusa nell’ambiente di lavoro

Spesso, nella vita privata ed anche nel mondo del lavoro, si adotta più o meno consapevolmente, un comportamento che può ferire o far torto a qualcuno.

Ma cosa fare quando ne acquisiamo consapevolezza?

Sono state realizzate nel tempo tantissime sperimentazioni per capire se le scuse producessero in chi le riceve una modificazione dell’atteggiamento e della percezione di colui che le ha chieste e la risposta è che, si, le scuse indicano che una persona è consapevole dei propri atti e che ci tiene alla considerazione degli altri e pertanto attenuano o annullano il danno compiuto.

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LO SMART WORKING IN TEMPO DI CRISI DA CORONAVIRUS

 

I FRENI ALLO SMART WORKING 

E’ da tempo che, con la profonda trasformazione strutturale del lavoro, sempre più tecnologico e globalizzato, sono state introdotte in via sperimentale forme di lavoro agile. Ciò è stato possibile perché dall’approccio meramente prestazionale si è passati lentamente ma gradualmente al  lavoro impostato sempre più  per obiettivi e risultati.

Pur tuttavia nel nostro Paese vi sono ancora molte rigidità rispetto a questa svolta  che supera il concetto dell’orario fisso, del cartellino, della produttività misurata più sul tempo – lavoro che sulla capacità di centrare gli obiettivi di qualificazione di prodotti e servizi. È un fatto culturale ed è determinato da un innegabile ritardo col quale l’Italia ha recepito la digitalizzazione, in primis nella scuola e nella pubblica amministrazione.

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