IL PIANO STRATEGICO AZIENDALE: PERCHE’ FARLO

Risultato immagini per piano strategico

 

PERCHE’ ADOTTARE IL PIANO STRATEGICO

Difficile non condividere che la sfida più importante di ogni imprenditore e manager in questo momento storico, è mantenere e conquistare quote di mercato in panorami competitivi sempre più complessi e globalizzati, ma soprattutto saper reagire prontamente ai cambiamenti tecnologici e di scenario.

Non esistendo, purtroppo, regole auree valide per tutte le situazioni e per tutti i settori, oggi è indispensabile più che mai che ogni impresa si doti di uno strumento importante: il proprio piano strategico.

L’IMPORTANZA DI UN PANO STRATEGICO BEN REALIZZATO

Tagliato come un abito sartoriale, il piano strategico aziendale deve integrare tutte le informazioni e le ipotesi utili per permettere un controllo e verifica degli obiettivi e per  pianificare e gestire correttamente il futuro della propria azienda.

L’azienda è spesso definita come macchina organizzativa complessa e proprio a causa delle complessità non solo interne ma soprattutto esterne, va gestita con strumenti adeguati.

Se un tempo infatti, con scenari stabili o in lenta evoluzione era sufficiente e congruo che fosse l’imprenditore/CEO  a decidere da solo dove andare e lo staff, più o meno coinvolto, si limitava a rendere operativo l’input ricevuto, oggi la complessità e la velocità di cambiamento dei mercati hanno reso  questo approccio, rischioso e soprattutto inadatto alle circostanze.

Attualmente l’imprenditore/CEO non si trova più “in pista” con asfalto liscio e vie di fuga rassicuranti dove la sua abilità, il suo fiuto e le sue competenze sono sufficienti a portare a casa il risultato. I parametri da conoscere e tenere sotto controllo sono molti di più perché spesso la velocità del cambiamento, la vastità dei mercati di riferimento e le variabili creano scenari difficili da tenere sotto controllo senza l’utilizzo di strumenti evoluti.

Continue reading

LA CURIOSITA’ E’ BELLA E UTILE NELL VITA E NEL LAVORO

LE BASI DELLA CURIOSITA’

Voler capire, imparare cose nuove, avere sete di conoscenza sono riconducibili al significato profondo di “curiosità”, caratteristica umana spesso banalizzata ma che invece costituisce il motore dell’apprendimento e dell’evoluzione umana.

I meccanismi biologici e i percorsi neurologici della curiosità sono ancora poco conosciuti ma le molte ricerche in atto sull’uomo e sugli animali, ci aiutano a capire le funzioni di questa particolare caratteristica sul piano dei comportamenti e  studiare tecniche per incentivare buone pratiche nello studio e nel lavoro. L’impresa non è facile perché la ricerca  in laboratorio è assai limitante in quanto  sono gli ambienti a stimolare la creatività, l’esplorazione, la motivazione, il divertimento e il gioco.

Sergio Marconi, psicologo e ricercatore del MIC (Marconi Institute for Creativity) , afferma che la curiosità è un costrutto complesso poiché si esprime come energia, come spinta motivazionale a cercare cose nuove, per andare oltre al “qui ed ora”.

Continue reading

COSA SIGNIFICA ESSERE CREATIVI SUL LAVORO

Esempio di una mappa mentale: tecnica che esalta la creatività

 

Esiste una contraddizione insita nel tradizionale concetto di lavoro: questo implica fatica, impegno ma al contempo può e deve essere motivo di soddisfazione e di realizzazione di sé.

Si pensi all’etimologia della parola: labor (dal latino) quale fatica, o travail (dal francese), trabajo (in spagnolo), trabalhar (in portoghese) o travagghiu (in siciliano) tutti indicanti il travaglio che si affronta quotidianamente nel lavoro.

È vero, lavorare stanca, ma offre una enorme opportunità di generare qualcosa di importante e di realizzare le proprie potenzialità.

Nella vita il lavoro è un diritto e un dovere, è un’esperienza pervasiva che si è evoluta nel tempo; originariamente l’uomo era spinto a lavorare per garantire il sostentamento per sé e per la famiglia ma le modalità, con il progresso, sono profondamente cambiate tanto che nel mondo di oggi, nei paesi più progrediti, il lavoro è in grado di garantire la realizzazione dell’individuo e uno spazio importante ove esercitare la creatività.

Il punto è che è necessario trovare le motivazioni e il contesto giusti. Il nostro Paese –  con il suo notissimo made in Italy – è peraltro famoso nel mondo per l’alta quota di creatività, specie in ambiti applicativi quali la moda, il design, l’architettura e l’alta cucina.

Ma, in generale, come si può esprimere la creatività nel lavoro?

Continue reading

LE REGOLE SMART PER RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI

Tutti noi vorremmo modificare alcuni dei dei nostri comportamenti, magari ridimensionare alcune spigolosità e qualche cattiva abitudine ma  il più delle volte ci manca la spinta mentale e volitiva per superare le nostre criticità.

Sull’European Journal of Social Psychology è stato recentemente pubblicato l’esito preliminare di uno studio che ipotizza – in base ai dati emersi – che è possibile cambiare ma che siano necessari mediamente sessantasei giorni prima che un comportamento nuovo, legato ad attività semplici e ai bisogni primari, diventi automatico. Affinché non si ricada prontamente nelle vecchie abitudini ma se ne acquisiscano altre più corrette e qualificate, serve un tempo più lungo. Questa scoperta, avvalorata da altre numerose ricerche sul tema delle abitudini, ci dice che noi non siamo condannati alla ripetitività perché è il cervello a muovere l’agire umano e questo organo è meraviglioso, complesso e  flessibile in quanto capace di modificare e modificarsi nel tempo.

Ogni esperienza affrontata e ogni riflessione astratta producono nuovi collegamenti fra i neuroni. Tali collegamenti vengono chiamati sinapsi  e insieme determinano una rete attraversata da correnti elettriche e da molecole. L’insieme di questi elementi costituisce il substrato materico della nostra mente.

Sembra impossibile che le nostre abitudini siano governate da elementi biochimici e non da elementi astratti, quali il pensiero, le emozioni, i ragionamenti, e questa origine organica  delle nostre modalità d’agire è stata dimostrata tramite esperimenti condotti con strumenti tecnici di diagnostica, quale la risonanza magnetica.

IL METODO SMART PER RAGGIUNGERE GLI OBBIETTIVI

un gruppo di esperti americani ha messo a punto un vademecum ragionato da applicare in particolare alle aziende, sulla base del principio che raggiungere il successo  sia più semplice se si adottano cinque regole base (le cui iniziali nella traduzione inglese formano l’acronimo SMART) che veniamo qui a sintetizzare.

Continue reading

LE QUALITA’ DA SVILUPPARE NEL MANAGEMENT IN AZENDA

Risultati immagini per coach risorse umane

Il  sistema aziendale italiano sta progressivamente  sviluppando la funzione di consulente orientato allo sviluppo e alla crescita delle risorse umane, già a lungo presente nel sistema produttivo di altri Paesi, specie di quelli anglosassoni.

Ma di cosa si tratta, nello specifico?

PRODUTTIVITÀ‘ E MOTIVAZIONE

Condotto da una sorta di professionista – allenatore, tale modalità vuole offrire un valore aggiunto, fondamentale per dare slancio al lavoro e alla produttività: la motivazione in ogni ordine e grado della struttura aziendale. Naturalmente le hard skill e cioè le competenze tecniche strettamente professionali restano alla base del rapporto contrattuale e sono imprescindibili come lo è un curriculum ricco e adeguato al posto da ricoprire, ma nel mondo attuale risultano altrettanto importanti altre qualità, più legate alla soggettività e alle doti caratteriali. Continue reading

IL MODELLO AGILE E LE RISORSE UMANE

Risultato immagini per agilità"

 

È importante chiedersi se negli anni presenti, in cui sempre più si parla e si agisce nell’ottica della intelligenza artificiale, abbia ancora senso ragionare in termini di risorse umane e ancor più di innovazione nel campo delle risorse umane.

Il fondatore dell’Osservatorio hr innovation practise, il professore del Politecnico Mariano Corso, afferma con convinzione che il valore del capitale umano è imprescindibile e ci pone un valido motivo di riflessione tracciando un excursus che vogliamo riportare in sintesi per creare consapevolezza circa il valore della persona nella realtà civile e lavorativa.

Sin dalla fine degli anni Sessanta si è cominciato a parlare di risorse umane in quanto veniva gradualmente superata la visione del lavoratore come semplice bene strumentale per assegnargli  dignità e  valore come persona.

Il lavoratore dunque diveniva una preziosa risorsa nel veloce e imponente processo di industrializzazione ma anche  con l’avvento del digitale risultava fondamentale in quanto portatore della necessaria cultura dell’innovazione.

Interrogati su quali fossero le più importanti molle per il progresso aziendale e del terziario, importanti manager hanno indicato:

  • l’applicazione di nuovi modelli di organizzazione;
  • lo sviluppo di cultura e competenze digitali;
  • l’employer branding

ma soprattutto

Continue reading

L’IMPORTANZA DEL MARKETING PER LE AZIENDE: TRA ESPANSIONE E PRIVACY

Risultati immagini per marketing

 

Oggi si parla molto di obiettivi e di motivazioni dimenticando forse che il valore precipuo da considerare è l’insieme dei bisogni dell’individuo poiché essi costituiscono il fattore chiave per pianificare e progettare il rapporto con l’ambiente di riferimento.

Lo psicologo Gregg Henriques identifica quale bisogno primario l’esigenza dell’individuo ad essere conosciuto e considerato dalle persone per lui  importanti e per poter nutrire la propria  autostima.

Questo meccanismo spiega l’importanza  del marketing  e del brand quale veicolo molto efficace della comunicazione per l’azienda o per il professionista. Il processo di acquisto dei consumatori sta rapidamente cambiando ed il successo di un’azienda nel lungo si misura proprio nella capacità di leggere e aggiornare il trend delle aspettative dei clienti acquisiti e di quelli che si spera di conquistare.

Dati tali elementi e appurata che una data cultura aziendale, magari di origine storiche e prestigiose ma non dominata da un serio orientamento  al prodotto/processo, tutte le prove indicano che la Funzione marketing contribuisce sostanzialmente al raggiungimento degli obiettivi aziendali. In questa visione il marketing svolgerà il suo ruolo principale nell’individuare e comunicare le differenti “proposte di valore” (Value Propositions), espresse in termini benefici attesi dai diversi segmenti di clientela, in modo da responsabilizzare tutti i membri dell’organizzazione aziendale intorno al loro contributo nella creazione di tale valore.

Una gestione di marketing efficace permette di anticipare i mutamenti del futuro, per potersi adeguare ai cambiamenti ed affrontarli con tempestività. Il marketing integra e coordina tutte le funzioni aziendali che supportano la commercializzazione di un prodotto o di un servizio proprio perché è in grado di integrare l’analisi della situazione con le scelte e gli interventi propri di una strategia mirata.

Operativamente il marketing in azienda si occupa di:

  • analisi e ricerca: raccogliendo scientificamente i dati e le informazioni relativi ai vari segmenti di mercato;
  • pianificazione: redige cioè un piano di marketing ove incrocia le esigenze di mercato con i punti di forza e di debolezza dell’azienda;
  • organizzazione: vengono coordinate tutte le fasi del processo di ideazione, realizzazione, produzione, distribuzione e vendita di un prodotto;
  • realizzazione dell’offerta commerciale: gestisce le politiche di prodotto e servizio, di distribuzione, di prezzo, di comunicazione;
  • controllo:il marketing verifica gli scostamenti da quanto pianificato e propone le eventuali correzioni per raggiungere gli obiettivi dati.

Continue reading

COME CONQUISTARE LA FIDUCIA DEL CLIENTE

Risultati immagini per fiducia

 

I professionisti e le aziende sono generalmente molto preparati sul piano tecnico e sulla capacità di interpretare il contesto socio economico locale e globale, ma forse tutto ciò non è sufficiente per stimolare la fidelizzazione dei clienti  e per conquistarne dei nuovi. Oggi a fare la differenza sul mercato, a parità di preparazione, sono le cosiddette competenze trasversali che, nel merito, significano capacità di ascolto  e doti di mediazione fra le parti, nel frequente caso di contenziosi o di richieste non compiutamente soddisfatte.

La figura del professionista “vecchio stampo”, quello  che incentivava all’infinito i contenziosi  per ricavarne un beneficio economico, o quello che interpretava i dati con una visione fredda, matematica, senza allargarla a variabili di contesto altrettanto significative, è ormai definitivamente in declino; così come alle aziende è richiesto di innovarsi continuamente per stare al passo con il mercato.

Per adottare un approccio più innovativo e incisivo, il professionista e lo staff delle aziende nei tempi attuali devono saper esprimere empatia nei confronti dei clienti ed esprimere al contempo un loro pensiero originale e prospettico, sia  nell’avvio di un’attività imprenditoriale sia nella fase di rilancio dopo una possibile situazione di crisi o di recesso da importanti vincoli contrattuali.

Recenti indagini sul sistema imprenditoriale più avanzato hanno individuato le aspettative più frequenti che il cliente mostra  di avere nei confronti del  professionista e di coloro che operano all’interno della aziende:

Continue reading