LO SMART WORKING IN TEMPO DI CRISI DA CORONAVIRUS

I FRENI ALLO SMART WORKING 

E’ da tempo che, con la profonda trasformazione strutturale del lavoro, sempre più tecnologico e globalizzato, sono state introdotte in via sperimentale forme di lavoro agile. Ciò è stato possibile perché dall’approccio meramente prestazionale si è passati lentamente ma gradualmente al  lavoro impostato sempre più  per obiettivi e risultati.

Pur tuttavia nel nostro Paese vi sono ancora molte rigidità rispetto a questa svolta  che supera il concetto dell’orario fisso, del cartellino, della produttività misurata più sul tempo – lavoro che sulla capacità di centrare gli obiettivi di qualificazione di prodotti e servizi. È un fatto culturale ed è determinato da un innegabile ritardo col quale l’Italia ha recepito la digitalizzazione, in primis nella scuola e nella pubblica amministrazione.

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FORMAZIONE FINANZIATA PER LE AZIENDE

Rendiamo noto, come riportato anche da “Il sole 24 Ore” di qualche giorno fa, che sale a 700 milioni il tesoretto per la formazione continua.

I fondi sono perciò in crescita rispetto agli anni precedenti.

Quindi, tutti i Ns. corsi (o la maggior parte) possono essere finanziati senza oneri (o con oneri ridotti) per le aziende.

Per maggiori informazioni contattateci o chiamate il numero +39 333 1328522.

Per notizie sui Nostri corsi, tenuti tutti anche in modalità videoconferenza, visitate questa pagina.

Tutti i corsi sono personalizzati sulla specifica realtà aziendale e vengono effettuati dopo accurato check-up.

Ascoltiamo del Vostre richieste. Volete un corso ad hoc? Chiedeteci.

ANSIA E LAVORO

 

Irrequietezza, facile faticabilità, difficoltà a concentrarsi, irritabilità, tensione muscolare, alterazione del sonno  costituiscono sintomi che, a vari gradi, sono strettamente collegati a situazioni ansiogene.

Questi fastidiosi disturbi possono giungere a compromettere la qualità della vita delle persone che ne sono affette poiché le relegano in situazioni di tensione continua e di affievolimento della propria autostima.

La preoccupazione costante dilaga in ogni ambito della loro vita: i familiari, la salute, il mondo nella sua complessità, la situazione economica e, naturalmente, il lavoro.

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L’OFFLOADING COGNITIVO. LA DITTATURA DELLA TECNOLOGIA

I PERICOLI DELLA TECNOLOGIA 

L’uso pervasivo delle tecnologie nella nostra vita inquieta i ricercatori perché con essa scatta un inedito meccanismo nella nostra mente, chiamato “offloading che consiste in una sorta di delega all’esterno di compiti fondamentali come memoria, orientamento, attenzione.

Ci si chiede se  la possibilità di accesso istantaneo alle informazioni, alle immagini e poi le foto, il GPS, le banche dati ci rendano smemorati e sempre meno capaci di fare operazioni intelligenti.

E’ vero che da sempre la mente, che non può trattenere tutte le informazioni che acquisisce giornalmente, compie operazioni di selezione e, ove possibile, procede per intuizioni, ma le nuove tecnologie stanno provocando un salto di scala e di qualità che forse sta addirittura cambiando il nostro modo di pensare e di apprendere.

LA COGNIZIONE DISTRIBUITA

Gli strumenti tecnologici diventano una sorta di prolungamento diretto della nostra mente producendo una “cognizione distribuita” per cui le ricerche in atto considerano il processo di apprendimento non più come una funzione circoscritta al nostro cervello ma come una facoltà distribuita al resto del corpo e all’ambiente circostante, compresi i manufatti elettronici e non solo (anche il vecchio pallottoliere è una estensione cognitiva, anche se enormemente semplificata rispetto alle tecnologie che abbiamo oggi a disposizione).

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UNA MENTE SEMPRE GIOVANE….CON LE MAPPE MENTALI

Presentiamo una mappa mentale del libro di H. Emmons e D. Alter “Una mente sempre giovane”. Gli Autori sono rispettivamente uno psichiatra e un medico clinico e neuropsicologo. Nel libro illustrano alcune chiavi fondamentali per mantenere la mente giovane e brillante. Nella mappa mentale abbiamo riportato le più significative. Per approfondire il tema delle mappe mentali e conoscere come si legge una mappa, è possibile consultare questa pagina.
Abbiamo realizzato la mappa mentale del libro che potete scaricare qui in formato PDF.

IL PIANO STRATEGICO AZIENDALE: PERCHE’ FARLO

Risultato immagini per piano strategico

 

PERCHE’ ADOTTARE IL PIANO STRATEGICO

Difficile non condividere che la sfida più importante di ogni imprenditore e manager in questo momento storico, è mantenere e conquistare quote di mercato in panorami competitivi sempre più complessi e globalizzati, ma soprattutto saper reagire prontamente ai cambiamenti tecnologici e di scenario.

Non esistendo, purtroppo, regole auree valide per tutte le situazioni e per tutti i settori, oggi è indispensabile più che mai che ogni impresa si doti di uno strumento importante: il proprio piano strategico.

L’IMPORTANZA DI UN PANO STRATEGICO BEN REALIZZATO

Tagliato come un abito sartoriale, il piano strategico aziendale deve integrare tutte le informazioni e le ipotesi utili per permettere un controllo e verifica degli obiettivi e per  pianificare e gestire correttamente il futuro della propria azienda.

L’azienda è spesso definita come macchina organizzativa complessa e proprio a causa delle complessità non solo interne ma soprattutto esterne, va gestita con strumenti adeguati.

Se un tempo infatti, con scenari stabili o in lenta evoluzione era sufficiente e congruo che fosse l’imprenditore/CEO  a decidere da solo dove andare e lo staff, più o meno coinvolto, si limitava a rendere operativo l’input ricevuto, oggi la complessità e la velocità di cambiamento dei mercati hanno reso  questo approccio, rischioso e soprattutto inadatto alle circostanze.

Attualmente l’imprenditore/CEO non si trova più “in pista” con asfalto liscio e vie di fuga rassicuranti dove la sua abilità, il suo fiuto e le sue competenze sono sufficienti a portare a casa il risultato. I parametri da conoscere e tenere sotto controllo sono molti di più perché spesso la velocità del cambiamento, la vastità dei mercati di riferimento e le variabili creano scenari difficili da tenere sotto controllo senza l’utilizzo di strumenti evoluti.

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LA CURIOSITA’ E’ BELLA E UTILE NELL VITA E NEL LAVORO

LE BASI DELLA CURIOSITA’

Voler capire, imparare cose nuove, avere sete di conoscenza sono riconducibili al significato profondo di “curiosità”, caratteristica umana spesso banalizzata ma che invece costituisce il motore dell’apprendimento e dell’evoluzione umana.

I meccanismi biologici e i percorsi neurologici della curiosità sono ancora poco conosciuti ma le molte ricerche in atto sull’uomo e sugli animali, ci aiutano a capire le funzioni di questa particolare caratteristica sul piano dei comportamenti e  studiare tecniche per incentivare buone pratiche nello studio e nel lavoro. L’impresa non è facile perché la ricerca  in laboratorio è assai limitante in quanto  sono gli ambienti a stimolare la creatività, l’esplorazione, la motivazione, il divertimento e il gioco.

Sergio Marconi, psicologo e ricercatore del MIC (Marconi Institute for Creativity) , afferma che la curiosità è un costrutto complesso poiché si esprime come energia, come spinta motivazionale a cercare cose nuove, per andare oltre al “qui ed ora”.

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COSA SIGNIFICA ESSERE CREATIVI SUL LAVORO

Esempio di una mappa mentale: tecnica che esalta la creatività

 

Esiste una contraddizione insita nel tradizionale concetto di lavoro: questo implica fatica, impegno ma al contempo può e deve essere motivo di soddisfazione e di realizzazione di sé.

Si pensi all’etimologia della parola: labor (dal latino) quale fatica, o travail (dal francese), trabajo (in spagnolo), trabalhar (in portoghese) o travagghiu (in siciliano) tutti indicanti il travaglio che si affronta quotidianamente nel lavoro.

È vero, lavorare stanca, ma offre una enorme opportunità di generare qualcosa di importante e di realizzare le proprie potenzialità.

Nella vita il lavoro è un diritto e un dovere, è un’esperienza pervasiva che si è evoluta nel tempo; originariamente l’uomo era spinto a lavorare per garantire il sostentamento per sé e per la famiglia ma le modalità, con il progresso, sono profondamente cambiate tanto che nel mondo di oggi, nei paesi più progrediti, il lavoro è in grado di garantire la realizzazione dell’individuo e uno spazio importante ove esercitare la creatività.

Il punto è che è necessario trovare le motivazioni e il contesto giusti. Il nostro Paese –  con il suo notissimo made in Italy – è peraltro famoso nel mondo per l’alta quota di creatività, specie in ambiti applicativi quali la moda, il design, l’architettura e l’alta cucina.

Ma, in generale, come si può esprimere la creatività nel lavoro?

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