ISO 45001: cos’è, quali sono i requisiti e perché conviene alle aziende italiane

La sicurezza sul lavoro non è solo un adempimento imposto dalle norme, ma un elemento strategico per qualsiasi azienda. Le sanzioni in caso di problematiche concernenti la salute e sicurezza sul lavoro possono essere molto gravose sia dal punto di vista penale sia civile, sia per il datore di lavoro, sia per la Società.

In questo scenario la ISO 45001 è lo standard internazionale di riferimento per la gestione della salute e sicurezza sul lavoro.
Sempre più aziende scelgono di adottarlo per ridurre gli infortuni, migliorare l’organizzazione interna e accedere a benefici economici e reputazionali.

ISO 45001

Che cos’è la ISO 45001

La ISO 45001 è una norma internazionale che definisce i requisiti per un Sistema di Gestione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro (SGSL).
L’obiettivo è fornire alle organizzazioni una struttura chiara per:

  • individuare, valutare e controllare i rischi per la salute e sicurezza;
  • prevenire infortuni e malattie professionali;
  • migliorare in modo continuo le prestazioni in materia di sicurezza.

È basata sulla cosiddetta “High Level Structure” (HLS), la stessa condivisa da ISO 9001 (qualità) e ISO 14001 (ambiente), e questo favorisce l’integrazione tra i diversi sistemi di gestione aziendale.

Requisiti della ISO 45001 (in dettaglio)

La ISO 45001 è articolata in vari punti. I requisiti “operativi” veri e propri vanno dal punto 4 al punto 10. Vediamoli in seguito, limitandoci agli aspetti più importanti.

Contesto dell’organizzazione (Punto 4) L’azienda deve:

  • Analizzare il contesto interno:
    – struttura organizzativa;
    -tipologia di attività svolte;
    – processi, reparti, mansioni;
  • Analizzare il contesto esterno:
    – normative applicabili in materia di sicurezza sul lavoro;
    – richieste dei clienti e del mercato;
    – relazioni con enti, associazioni o parti sociali.
  • Identificare le parti interessate:
    – lavoratori;
    – rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS);
    -appaltatori, fornitori;
    – enti di controllo, assicurazioni, comunità locale.
  • Definire il campo di applicazione del sistema:
    -stabilire per quali siti, reparti e attività vale il sistema di gestione;
    – chiarire eventuali esclusioni motivate.

Tutto questo deve essere documentato e coerente con la realtà operativa dell’azienda.

Leadership e partecipazione dei lavoratori (Punto 5)

La direzione ha un ruolo centrale. La norma richiede che:

  • Sia definita una politica per la salute e sicurezza:
    – chiara;
    -omunicata a tutti;
    – coerente con gli obiettivi aziendali;
    -orientata al miglioramento continuo e alla prevenzione degli infortuni.
  • La direzione dimostri impegno concreto:
    -assegnando risorse;
    -partecipando attivamente alle decisioni sulla sicurezza;
    -promuovendo la cultura della prevenzione.
  • Siano definiti ruoli, responsabilità e autorità:
    -chi è responsabile di cosa in materia di sicurezza;
    -referenti per ogni area o funzione.
  • Sia garantita la consultazione e la partecipazione dei lavoratori:
    -coinvolgimento nella valutazione dei rischi;
    -segnalazione di pericoli e quasi infortuni;
    .-partecipazione a riunioni e comitati sulla sicurezza;
    -accesso alle informazioni rilevanti.

Non basta nominare un RSPP o avere documenti formali: il sistema deve vivere nella pratica quotidiana.

Pianificazione (Punto 6)

In questa parte l’azienda deve trasformare la propria analisi in un piano concreto.

  • Identificazione dei pericoli:
    -pericoli fisici (macchine, rumore, vibrazioni, movimentazione carichi);
    -chimici (sostanze pericolose, fumi, vapori);
    – biologici (agenti patogeni, muffe, ecc.);
    -ergonomici (posture scorrette, lavori ripetitivi);
    – psicosociali (stress lavoro-correlato, turni, carico di lavoro).
  • Valutazione dei rischi:
    -stimare la probabilità e la gravità dei possibili danni;
    – stabilire una priorità di intervento.
  • Identificazione delle opportunità:
    -soluzioni tecniche più sicure;
    -miglior organizzazione dei turni;-formazione mirata.
  • Definizione degli obiettivi:
    -specifici, misurabili, realistici e con scadenze chiare;
    -ad esempio: riduzione degli infortuni, diminuzione dei mancati incidenti, aumento delle segnalazioni, numero di audit interni svolti.
  • Pianificazione delle azioni:
    – chi fa cosa, entro quando, con quali mezzi;
    – integrazione con la gestione delle modifiche (nuovi impianti, nuove linee di produzione, ecc.).

Supporto (Punto 7)
Qui la norma si concentra su ciò che serve per far funzionare davvero il sistema.

  •  Pianificazione delle azioni:
    – chi fa cosa, entro quando, con quali mezzi;
    – integrazione con la gestione delle modifiche (nuovi impianti, nuove linee di produzione, ecc.).
  • Risorse:
    -personale dedicato o comunque competente;
    -strumenti per monitoraggi, ispezioni, manutenzioni.
  • Competenze:
    -formazione periodica;
    -addestramento specifico sulle mansioni;
    -verifica dell’efficacia della formazione (non solo firme sui registri).
  • Consapevolezza:
    -i lavoratori devono capire i rischi legati al loro lavoro;
    -devono conoscere le procedure, i dispositivi di protezione e i loro diritti/doveri.
  • Comunicazione:
    -interna (riunioni, bacheche, email, strumenti digitali, istruzioni operative);
    -esterna (rapporti con clienti, enti di controllo, appaltatori).
  • Informazioni documentate:
    -procedure;
    istruzioni operative; ○ registrazioni di formazione, audit, infortuni, non conformità; ○ documentazione deve essere aggiornata, leggibile e facilmente reperibile.

Attività operative (Punto 8)

Questa è la parte più “concreta” del sistema.

  • Pianificazione e controllo operativi:
    – definizione di procedure operative sicure;
    – istruzioni per l’uso di macchine, attrezzature, sostanze;
    – gestione dei permessi di lavoro (es. lavori in quota, spazi confinati)
  • Eliminazione dei pericoli e riduzione dei rischi:
    -interventi tecnici (protezioni, barriere, sistemi di blocco);
    – misure organizzative (turnazioni, rotazioni mansioni);
    – dispositivi di protezione individuale (DPI) come ultima misura.
  • Gestione di fornitori e appaltatori:
    -qualificazione e selezione in base ai requisiti di sicurezza;
    -informazione e formazione sui rischi presenti in azienda;
    -controllo delle attività svolte da imprese esterne.
  • Gestione delle emergenze:
    -piano di emergenza;
    -prove periodiche di evacuazione;
    -gestione di incendi, fughe di gas, incidenti chimici, ecc.;
    – ruoli chiari per addetti antincendio e primo soccorso.

Valutazione delle prestazioni (Punto 9)

Serve a capire se il sistema funziona davvero.

  • Monitoraggio e misurazione:
    -indicatori di infortunio (frequenza, gravità);
    -quasi incidenti e segnalazioni dei lavoratori;
    -risultati delle ispezioni interne.
  • Audit:
    -verifiche periodiche del rispetto delle procedure;
    -individuazione di non conformità e aree di miglioramento.
  • Riesame della direzione:
    -analisi complessiva di risultati, obiettivi, incidenti, azioni correttive;
    -definizione di nuove priorità e strategie.

Miglioramento (Punto 10)
Infine, la norma richiede un miglioramento continuo.

  • Gestione di incidenti, quasi incidenti e non conformità:
    -analisi delle cause;
    -definizione e attuazione di azioni correttive;
    -verifica dell’efficacia delle azioni.
  • Prevenzione:
    -uso sistematico delle segnalazioni dei lavoratori;
    -utilizzo dei dati raccolti per evitare il ripetersi dei problemi.
  • Aggiornamento del sistema:
    – sulla base di nuovi rischi, modifiche organizzative, cambi normativi.

Perché un’azienda dovrebbe adottare la ISO 45001

I vantaggi sono sia gestionali che economici.

  • Riduzione degli infortuni e delle malattie professionali. Meno incidenti, meno assenze, meno interruzioni dei processi produttivi.
  • Migliore organizzazione interna. Procedure chiare, ruoli definiti, responsabilità assegnate, processi sotto controllo.
  • Tutela dei lavoratori e clima aziendale migliore. I dipendenti percepiscono un’attenzione reale alla loro sicurezza e tendono a collaborare di più.
  • Vantaggio competitivo sul mercato. La certificazione è spesso richiesta da grandi clienti, multinazionali e in molte gare pubbliche.
  • Integrazione con altri sistemi di gestione. Facilita la creazione di un sistema integrato. Qualità–Ambiente–Sicurezza. Sgravi fiscali e vantaggi economici in Italia In Italia, l’adozione di un sistema di gestione certificato secondo ISO 45001 può tradursi in vantaggi economici concreti, in particolare verso l’INAIL.
  • Riduzione del tasso INAIL (modello OT23).  Le aziende che dimostrano di aver adottato interventi migliorativi in materia di sicurezza, tra cui un sistema di gestione certificato, possono richiedere la riduzione del tasso di premio INAIL. Le riduzioni possono variare in funzione delle dimensioni aziendali e degli interventi effettuati.
  • Maggiore accesso a bandi e contributi
    La presenza di un sistema certificato è spesso requisito o fattore premiante in:
    -bando ISI INAIL per il finanziamento di interventi in materia di sicurezza;
    -bandi regionali dedicati a sicurezza e prevenzione;
    – progetti di innovazione e sostenibilità.
  • Riduzione dei costi indiretti
    Meno infortuni significano minori costi per:
    -fermo macchina;
    -sostituzione del personale assente;
    – contenziosi legali;
    – eventuali sanzioni.

Un aspetto chiave sulla normativa cogente

La ISO 45001 è importante per dimostrare l’adempimento normativo. La normativa italiana (D.Lgs. 81/08) obbliga comunque a garantire la sicurezza.Un sistema come la ISO 45001 non sostituisce la legge, ma aiuta a dimostrare in modo concreto e documentato che l’azienda ha messo in atto tutte le misure di prevenzione ragionevolmente esigibili.

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