LE FASI DI DIFFUSIONE DELLA CONOSCENZA: COME OTTENERE SUCCESSO IN AZIENDA

Nel sistema economico attuale, caratterizzato da una dimensione sovranazionale del rapporto fra domanda e offerta e dell’organizzazione del lavoro, si è elevato esponenzialmente il livello di competitività fra le aziende, che sono in grado di mantenersi nel mercato solo grazie all’applicazione di modelli di innovazione  basati sulla consapevolezza e sulla conoscenza dei valori aziendali, sull’ applicazione di tecnologie avanzate e su processi di validazione della qualità.

La presenza di grandi quantità di informazioni non strutturate può limitare la capacità dell’azienda di sfruttare le soluzioni migliorative dovute ad un apprendimento organizzato e mirato. Oggi esistono modelli e sistemi di tecnologia cognitiva avanzata, in diverse lingue  e con definizioni semantiche e contenutistiche assai precise, ma la conoscenza può  risultare inefficace se applicata in modo automatico  e senza aver prima condotto una analisi particolareggiata ed una mappatura contestuale dei bisogni formativi dell’organizzazione.

 

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Ancora più complessa è la misurazione di questi importanti requisiti che risulta possibile solo con metodi oggettivi, che possono essere rapportati al livello progressivo della conoscenza e con essa al livello di consapevolezza che l’azienda con la sua struttura riesce a far propria.

Quattro sono i macrolivelli di diffusione della conoscenza riscontrabili in azienda:

  1. La cosiddetta ignoranza inconsapevole, nel qual caso non si sa di non sapere. Se, ad esempio un professionista o un quadro di un’azienda non sono a conoscenza di una teoria economica o di un avanzato programma informatico questi risulta tranquillo e , appunto, inconsapevole sino a quando dovrà affrontare una situazione di criticità o un confronto con altri che, invece, conoscono ed utilizzano efficacemente strumenti e metodi da loro non conosciuti. Si scopre in tal modo l’esistenza di nuove opportunità che sono in grado di stimolare il processo di conoscenza.
  2. L’ignoranza consapevole: ha luogo quando scopro l’esistenza di  un prodotto, di un programma o comunque di qualcosa di utile per l’azienda. In tal caso sono sempre “ignorante” ma so di non sapere perché ne acquisisco la consapevolezza. Per superare tale situazione di stallo nasce l’esigenza di sottoporsi ad attività di formazione mirata, che può essere interna o esterna al sistema aziendale e può essere integrata  o sostenuta da corsi on line.
  3. La conoscenza consapevole. Si verifica tale condizione quando “si sa di sapere” e quindi si usano le conoscenze nella fase della loro applicazione con atteggiamento riflessivo e conscio, anche se il comportamento non è ancora naturale e automatico. E’ questa una fase delicata che richiede grande determinazione perché senza impegno la conoscenza rimarrà solo patrimonio teorico e pertanto non funzionale allo sviluppo dell’azienda.
  4. L’ultimo stadio è costituito dalla conoscenza inconsapevole in quanto la conoscenza si applica senza sforzo, senza riflessioni ma con quell’automatismo che attesta che la conoscenza di nuove pratiche e di nuove tecniche è stata assorbita a livello inconscio divenendo patrimonio non solo conoscitivo ma anche comportamentale.

A questo punto il processo di conoscenza appare terminato.

Dovendo misurare il livello di conoscenza e consapevolezza diffusi in azienda, risulta utile adottare la medesima  scala progressiva, che tuttavia deve essere riempita di contenuti, di argomenti e di metodologie funzionali  all’azienda per superare una crisi produttiva o identitaria,  per riconvertire prodotti e reti di consumatori e fornitori.

È necessario inoltre applicare la scala, in modo congruo, alle diverse figure dell’organizzazione, che presentano  differenti livelli di responsabilità e di funzioni, ed è inoltre fondamentale  interrogarsi se sono stati attivati  percorsi e moduli di formazione sufficientemente qualificati per  raggiungere gli obiettivi di apprendimento pianificati.